mercoledì 23 maggio 2018

Baby Recensioni: Cercasi Ben disperatamente - Heather, più di tutto

Questo è un libro un po' meh, e devo dire che negli ultimi tempi li ho un po' collezionati, ma che posso dire: a volte servono anche quelli.
Cercasi Ben disperatamente fa parte del filone "Capacità di amare incondizionatamente di un animale aiuta una persona con la vita a pezzi/un ragazzino autistico": in genere si tratta di cani, dato che i gatti hanno modi diversi e più controversi di mostrare affetto.
Tipo portarti in dono i cadaveri più o meno mutilati delle loro vittime.
Stavolta abbiamo la storia di Julia Romp, madre single di un bambino autistico la cui diagnosi è arrivata tardissimo (sette anni circa). Julia è brava nel descrivere la loro vita piena di sfide, con un passo avanti e tre indietro, il dolore di non avere un rapporto pieno con il figlio (non può abbracciarlo, e lui non le ha mai detto che le vuole bene), il sentirsi giudicata come madre perché la disabilità di George non è visibile e sembra solo maleducazione, la paura per il futuro; tutte cose che cambiano con l'arrivo di Ben, un gatto randagio, e tra lui e il bambino scatta la scintilla: Ben diventa la porta attraverso cui George riesce a relazionarsi col mondo... finché il micio non scompare e Julia deve ritrovarlo. Non c'è, purtroppo, molto altro da dire: Julia Romp non è una scrittrice con una voce forte o particolare. È un libro tranquillo e senza guizzi, con uno stile che si limita ad essere corretto senza eccellere, col risultato che la storia - che pure avrebbe il potenziale per coinvolgere e commuovere - si limita ad essere carina e basta.
Ma a volte c'è bisogno di storie che ti danno la certezza del lieto fine.



A volte, nella nostra vita di lettori, si trovano libri capaci di spiazzarci completamente. Heather, più di tutto a me ha lasciato una profonda confusione perché è un libro che - se faccio la lista dei pregi e dei difetti - dovrei bocciare senza pietà, eppure... eppure c'è qualcosa che me lo impedisce.
La storia è semplicissima: Mark e Karen Breakstone sono persone mediocri con una vita mediocre. Felici, ma non troppo; ricchi, ma non troppo; di successo, ma non troppo; in crisi, ma non troppo. Il loro unico, vero successo è Heather, l'adorata figlia bellissima e talentuosa, una ragazzina amatissima che dopo un'infanzia serena sta entrando nella ribellione dell'adolescenza.
Poi c'è Bobby, che dotato lo sarebbe pure lui, ma non abbastanza per uscire dal degrado e dalla violenza in cui è nato e cresciuto.
E poi basta, non c'è nulla: Weiner tramite piccoli episodi ci racconta brevemente questa famiglia tutto sommato normale, in modo volutamente asettico ed impersonale. Sono i fatti messi su carta come semplice cronaca, come se la mediocrità dei Breakstone si riflettesse anche sulla narrazione.
E a me non è piaciuto: troppo freddo lo stile, troppo breve il racconto, troppo non approfondito.
Solo che.
Solo che si sente tantissimo che Weiner l'ha voluto scrivere così, non gli è venuto così per caso o incompetenza... e sospetto che la sensazione sgradevole che mi ha lasciato lo stile fosse parte di ciò che l'autore voleva farmi provare.
Non è una lettura per me, ma è ben lontano da essere una lettura che non mi ha fatto provare niente.

martedì 22 maggio 2018

Teaser Tuesday #185

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore


Opening the cabinet, Seregil cautiously reached inside, looking for the mechanism. It turned out to be nothing more than a small brass lever that secured the cabinet and its panel in place.
Cool, stale air drafted out as he turned the cabinet and slipped behind it. He found himself on a small stone landing above a short flight of stairs. Seregil pulled the secret door nearly closed, in case someone wandered in, but not all the way since he couldn't seem to find any corresponding lever on this side.
He was about to go down the stairs when he caught sight of a slight space between the first stair and the riser. Kneeling, he pressed on the step and watched the stairs pivot on some unseen mechanism to become a smooth granite slide. A large trapdoor fell open at the bottom, revealing a square of blackness, ready to swallow up the unwitting thief.
 - Casket of Souls, Lynn Flewelling

lunedì 21 maggio 2018

Castelli d'Italia #181

Il castello di Meleto si trova in Toscana, nel comune di Gaiole in Chianti. Le prime notizie sulla sua esistenza risalgono all'XI secolo, come possesso della vicina Badia di Coltibuono. In seguito diventò proprietà di tale Guardellotto, che però lo perse, e passò ai Firidolfi.
La posizione del castello, vicino al confine tra i territori di Firenze e Siena, lo rese una preda abbastanza ambita, anche se non subì mai danni particolarmente ingenti, e in seguito a tempi più tranquilli diventò una dimora signorile.
Oggi il castello appartiene ad un'azienda specializzata nella produzione di vini, ed è visitabile a pagamento.

giovedì 17 maggio 2018

Blessed Bastard

Blessed Bastard, di Ruth P.M. Lehmann.

Riesco a portare avanti un piccolo obbiettivo del blog: recensire qualche libro in più sul ciclo arturiano.

martedì 15 maggio 2018

In my mailbox #27

A un periodo in cui ho tenuto fede - più o meno - al mio obbiettivo di comprare meno libri, ne è seguito uno in cui ho perso il controllo.
Disclaimer: rubrica creata da Kristi di The Story Siren.
Potrei aver fatto un danno

lunedì 14 maggio 2018

Castelli d'Italia #180

Il castello di Limatola si trova nell'omonimo paese in Campania, in provincia di Benevento. È situato nella parte alta del centro storico, e fu costruito dai normanni sui resti di una torre longobarda; si trattava in origine di una struttura militare ma nel rinascimento i grossi lavori di ristrutturazione lo trasformarono in una dimora signorile, pur mantenendone le strutture difensive.
Il castello è stato abbandonato per decenni, fino al suo restauro nel 2010, e oggi ospita un albergo e un ristorante.

venerdì 11 maggio 2018

Orrori in libreria #5

Nuovo appuntamento con gli orrori in libreria, la serissima rubrica dove vi mostro le mie serie in edizioni diverse, approdate in casa per errori di valutazioni miei o per scelte assurde della CE (o entrambe le cose).
Oggi è il turno di un recentissimo colpo al cuore, anzi, all'occhio. Entriamo nel mondo dei fumetti con le raccolte di Sarah Andersen, portate in Italia da Edizioni Becco Giallo.