venerdì 2 dicembre 2016

In my mailbox #20

A mia discolpa posso solo dire che è stato un periodo difficile, in cui l'impegno non ha dato i risultati sperati e che per sfogare la frustrazione ho ceduto allo shopping.
E siccome avevo bisogno della gioia di un pacco da scartare, mi sono lanciata sui cartacei.
A volte ci vuole (ma la libreria non è d'accordo)

mercoledì 30 novembre 2016

Comics Experience #14: Thor 162

Non è un miraggio, è veramente un nuovo recap delle incredibili avventure di Thor e famiglia. Anche perchè sta diventando imbarazzante essere in pari coi fumetti comprati e indietro di quattro anni con quelli letti.

giovedì 24 novembre 2016

The Winner's Curse

The Winner's Curse, di Marie Rutkoski.

Ci sono libri che mi mettono un po' in crisi: non mi sono piaciuti, però ne riconosco i pregi. O meglio: ho letto talmente tante cialtronerie insalvabili che quando mi trovo di fronte a qualcosa che una briciola di potenziale ce l'avrebbe pure non credo si meriti la camminata della vergogna, ma neanche posso considerarlo sufficienti.
Eccomi quindi alle prese con il primo volume di una trilogia YA che cerca di prendere le distanze dai cliché del suo genere e di proporre qualcosa di orignale.

martedì 1 novembre 2016

Le grotte nelle montagne

Le grotte nelle montagne, di Mary Stewart.

Secondo volume per la serie di Mary Stewart, che soffre un po' della sindrome del libro di mezzo. Ma siccome l'autrice è brava la cosa passa quasi inosservata.

giovedì 27 ottobre 2016

Humans

Mentre il mondo tesse le lodi di Westworld, serie targata HBO che - tra le varie - esplora il confine tra umani e macchine e porta lo spettatore a chiedersi quale sia la natura dell'umanità, io ho recuperato Humans, una serie fantascientifica inglese uscita nel 2015 (già remake di una serie svedese).
Più seriamente: Westworld è una serie impegnativa, e in questo periodo non ho la testa. Humans è una bella serie ma tra gli episodi che durano meno e un cast dalle dimensioni più ridotte, sono riuscita a seguirla senza sentirmi stanca una volta finita una puntata.
Ma di che parla? Siamo a Londra, in un mondo che è esattamente come il nostro tranne che per una cosa: i Synth, sofisticati androidi dall'aspetto umano che vengono impiegati come aiuti domestici o come operai di bassissimo livello.
La storia comincia quando il matrimonio di Joe e Laura Hawkins entra in un periodo di crisi: con tre figli (di cui due adolescenti) a cui badare l'uomo ritiene che un sostegno domestico li aiuterà a sfruttare al meglio il tempo che passano insieme e decide di acquistare Anita, senza sapere che si porterà a casa un sacco di complicazioni non previste perchè è presto chiaro che Anita non esattamente come tutti gli altri.
Ora, personalmente credo che la serie mi sarebbe piaciuta anche se si fosse "limitata" a parlare dell'impatto che i Synth hanno nella società, con dinamiche familiari e personali che cambiano perchè le persone tendono a proiettare sui Synth i loro sentimenti "umanizzandoli", e come il mercato del lavoro e le prospettive dei giovani siano ormai imprevedibili (Mattie, la figlia maggiore degli Hawkins, dice che se anche passasse anni a studiare medicina creerebbero un Synth in grado di imparare tutto in sette secondi, e un suo amico è privo di ogni motivazione perchè non è portato in niente che non possa fare anche un robot), ma si va oltre: in una narrazione simile è quasi impossibile non affrontare il discorso dell'autocoscienza, e quindi abbiamo Leo, un giovane che fa parte di una "famiglia" costituita interamente da Synth senzienti, braccati da chiunque sappia della loro esistenza perchè - ovviamente - ritenuti pericolosissimi. Una cosa interessante, però, è come l'autocoscienza di questi robot sia conseguenza di uno specifico programma: provano sì sentimenti, ma "solo" perchè sono stati creati per provarli e non per un'evoluzione dell'intelligenza artificiale.
La serie è breve, otto episodi, ma riesce a portare avanti in modo esaustivo tutte le sottotrame avvalendosi sia di buoni dialoghi che di ottimi personaggi (per non parlare del cast). Se non si fosse capito, vi consiglio il recupero: si trova anche doppiata in italiano, ed è una di quelle con un buon doppiaggio. In più non si conclude con un cliffhanger allucinante: la seconda serie inizierà tra pochi giorni, ma la prima ha un finale che regge abbastanza bene anche da solo.

lunedì 24 ottobre 2016

Castelli d'Italia #150

Il castello di Oria si trova in Puglia, in provincia di Brindisi. Per via della sua posizione strategica si suppone fosse già esistente durante l'altomedioevo, anche se non ce ne sono prove, così come viene dato per scontato che nel XI secolo ci fosse qualche costruzione di difesa contro i normanni (sostanzialmente è sempre stato lì).
Il castello venne modificato nell'aspetto tra il 1225 e il 1233 da Federico II, probabilmente per implementarne il lato "domestico", visto che a seguito del suo matrimonio vi alloggiarono molti ospiti d'onore. In seguito furono apportate altre modifiche, le ultime tra Ottocento e Novecento, dopo che venne devastato da un ciclone nel 1897.