venerdì 19 gennaio 2018

Orrori in Libreria #1

C'è una cosa che accomuna molti lettori: il desiderio di avere una libreria in cui i libri non solo sono in ordine, ma hanno anche una certa continuità estetica
Le saghe nella stessa edizione, copertine e font dei titoli coerenti... insomma, tutte quelle cose che non servono a niente se non ad appagare il senso estetico di noi precisini.
A volte veniamo accontentati, a volte siamo pugnalati al cuore per i motivi più disparati: può essere colpa nostra, quando magari aspettiamo troppo a comprare una certa edizione. Altre volte è una responsabilità della casa editrice, con scelte grafiche quantomeno discutibili.
Ho deciso di creare una specie di rubrica altamente personale dove condividerò con voi gli orrori della mia libreria, quelli di cui sono responsabile e quelli imposti dalle case editrice.
Inizierò con alcuni libri che pur non facendo parte di una serie sono accomunati da autrice, casa editrice e tema.
Per la Mondadori abbiamo Maria Bellonci e alcuni dei suoi romanzi storici.

mercoledì 17 gennaio 2018

Leia - Princess of Alderaan

Leia - Princess of Alderaan, di Claudia Grey.

Durante il blocco del lettore, quando non riuscivo a provare interesse per nessun libro, è giunta in mio soccorso la principessa di una galassia lontana lontana: un libro che racconta come Leia Organa si sia unita all'Alleanza Ribelle, canon nel nuovo Universo Espanso.
E quando hai il blocco del lettore, devi assecondare l'ispirazione anche se alla lunga dovrai creare un'etichetta per Guerre Stellari.

martedì 16 gennaio 2018

Teaser Tuesday #176

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore

Il 30 aprile 1488, dopo due settimane di anarchia, in cui avevo rischiato di essere fatta a pezzi insieme ai miei figli e al resto della mia famiglia, tornai a essere la Signora di Forlì. 
Avevo venticinque anni, sei figli piccoli da allevare e proteggere ed ero vedova.
Le difficoltà non erano concluse, anzi, per certi aspetti, iniziavano allora.
La nostra società non perdona a una donna di essere sola, senza un uomo al suo fianco, neppure se ricopre un ruolo di potere, anzi, soprattutto in quel caso, e associa la solitudine femminile a un'idea di fragilità, impotenza e inettitudine. Valeva anche per me, nonostante le prove di valore che avevo fornito.
Nel momento stesso in cui mi riappropriavo della signoria di Forlì, che avrei retto a nome di mio figlio Ottaviano, mi offrivo come bersaglio ideale a chiunque covasse il progetto di usarmi, di servirsi di me per propri fini o, più semplicemente, intendesse eliminarmi per assurgere al mio posto.
E di aspiranti, in tal senso, se ne profilavano molti.
Mio zio Ludovico Sforza era in testa alla lista di coloro che si ripromettevano di usarmi.
Nemmeno per un attimo caddi nell'errore di considerare il suo rapido e generoso intervento in mio favore come puro frutto di solidarietà familiare.
 - I giorni dell'amore e della guerra, Carla Maria Russo

lunedì 15 gennaio 2018

Castelli d'Italia #172

Il castello del Belagaio si trova in Toscana, in provincia di Roccastrada, all'interno della Riserva naturale Farma.
La sua prima costruzione risale al medioevo, come proprietà della famiglia Ardengheschi, che all'epoca controllava varie località della Valle dell'Ombrone, ma nel corso del Duecento passò sotto il controllo dei Senesi e in seguito entrò a far parte della Repubblica di Siena. Nel Cinquecento, invece, divenne parte del Granducato di Toscana.
Il castello è tutt'ora in uso.

mercoledì 10 gennaio 2018

Baby Recensioni: Elogio della Follia - Heartless

Ci sono libri che, per essere apprezzati a pieno, hanno bisogno del loro contesto: diventano esilaranti, un viaggio nel tempo, la prova che certe cose le facciamo tutti, da sempre e per sempre: avete presente quando ci annoiamo a morte, durante un viaggio quando non si può leggere o ascoltare musica, e ci facciamo un film mentale con cui intrattenerci? Ecco, Elogio della Follia è questo.
Siamo nell'anno 1509. Erasmo da Rotterdam, considerato il maggiore esponente dell'Umanesimo cristiano, deve affrontare un viaggio che lo porterà dall'Italia all'Inghilterra, che prenderà diversi giorni.
E si annoia.
Per ingannare il tempo immagina di essere la Follia impegnata nella propria difesa, rigirando la logica e ragionando per assurdo, mostrando come in ogni aspetto della vita essere un po' matti serva ad essere felici, come fare gli scemi sia necessario per vivere a pieno e come - di base - non ci si debba prendere sempre sul serio trasformando l'esistenza in una grigia trappola di tedio.
Poi, questo sgangherato ma a modo suo saggio discorso, l'ha spedito all'amico Tommaso Moro, ne hanno riso con gli amici, che alla fine l'hanno convinto a pubblicarlo.
L'equivalente cinquecentesco di una chiacchierata cretina tra menti eccelse, per questo non capisco le cover depresse tristi e cupe: è uno scritto interessante, che fa ragionare e porta al dibattito, ma non è serio. Va contro la sua natura esserlo.
Adesso dettagli più tecnici: si tratta del classico (e saggio filosofico) più accessibile che abbia mai letto. Mai ridondante, mai complicato, la scrittura è scorrevolissima, e pensare a come fosse un grande "Ma fatevela una risata ogni tanto" rivolto ai serissimi sapienti dell'epoca lo rende quasi surreale.
Il voto non altissimo che gli ho dato su goodreads è dovuto esclusivamente fatto che non sono tipo da saggi, ma credo che questo sia ottimo per approcciarsi al genere.


Sto uscendo dal blocco del lettore, ma sento di aver bisogno - ancora per un po' - di letture leggere. Ed ecco quindi l'ennesimo YA letto non con intenti trash ma per rilassarmi e basta: ho puntato su Marissa Meyer, dato che Le Cronache Lunari mi sono piaciute, e ho vinto la scommessa a metà: Heartless, prequel di Alice nel Paese delle Meraviglie più che retelling, vuole raccontare l'origin story della Regina di Cuori. E qui sta uno dei problemi: come origine di una cattiva non sarebbe neanche male, ma è troppo ancorata alla logica e qualche bizzarria qua e là non basta a rendere Wonderland, beh, Wonderland.
E senza quella metà del fascino se ne va.
Altro problema è la storia: Catherine è una nobile che sogna di fare la pasticcera, ma viene corteggiata dal Re di Cuori proprio quando il suo sogno potrebbe realizzarsi, e contemporaneamente si innamora del Matto. Parte onestamente bene, ma verso la metà la trama diventa ripetitiva da morire: non succede niente di nuovo, e non aiuta che il finale sia già conosciuto. Non nego di aver saltato diverse pagine per arrivare al punto in cui sarebbe successo qualcosa.
I personaggi sono il punto di forza: Catherine è una protagonista inusuale per questo genere, con dei sogni che insegue ma che non riesce a realizzare, spinta dalle circostanze senza riuscire ad opporsi. Mi è piaciuto che avesse dei difetti ben delineati da subito, che pur non essendo cattiva fosse possibile vedere la Regina di Cuori dentro di lei. Mi sono piaciuti abbastanza anche i personaggi secondari, tipo lo Stregatto e il Re di Cuori, mentre Jest è il classico love interest perfetto sotto ogni aspetto e per questo noioso - almeno per me.
Ma sono convinta che il libro avrebbe reso di più se fosse stato originale: ha talmente poco di Alice che cambiando nomi e un paio di situazioni sarebbe venuta fuori una cosa alla Pandora Hearts (chiara ispirazione, ma indubbiamente una cosa a sé).
Un libro sufficiente, ma che non raggiunge l'obbiettivo che si era prefissato.

martedì 9 gennaio 2018

Teaser Tuesday #175

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore

Ma quel giorno, per colpa della senatrice Merlin, la madre di Luisanna Sacchetti ci aveva riunito nel suo salotto per metterci in guardia da tutti i maschi che frequentavamo, ragazzi e adulti. Costoro privati del bordello non avrebbero potuto fare a meno di saltarci addosso alla prima occasione. Oppure di masturbarsi nei bagni delle scuole o sui sedili del cinema lasciando in giro quel liquido pericolosissimo che ci poteva "rovinare per sempre". Non dovevamo mai restare da sole con un uomo, ci raccomandò la signora, neppure il più fidato. Non dovevamo mai sederci fuori di casa prima di aver rovesciato sul sedile una boccetta d'alcol denaturato. Anzi, era meglio che disinfettassimo anche il bidet e il water di casa.
"Mia madre è pazza" commentò più tardi Luisanna. "Se una è vergine, per quanto si arrampichi, lo spermatozoo non riesce a passare."
C'erano diverse opinioni a questo proposito. E forse qualcuna delle altre madri dubitava della virtù delle proprie figlie, perché per circa tre mesi le costrinse, quando andavamo al cinema, a portarsi dietro un asciugamano da stendere sul sedile a mo' di protezione anticoncezionale.
Lauretta e io non avemmo mai preoccupazioni del genere. Quando lo zio Tancredi seppe di tutte le chiacchiere che si facevano a tal riguardo, ci chiamò nel suo studio, ci spiegò esattamente, anche mostrandoci dei disegni, come si restava incinte e ci indirizzò alla levatrice in capo dell'ospedale, nel caso volessimo maggiori spiegazioni.
 - La vita sessuale dei nostri antenati, Bianca Pitzorno

lunedì 8 gennaio 2018

Castelli d'Italia #171

Il castello di Zumaglia si trova in Piemonte, in provincia di Bielle, sulla cima del Brich di Zumaglia. Le sue origini risalgono al 1291 (ma fu edificato su una precedente costruzione) e venne potenziato nel 1329 per volere del vescovo di Vercelli Lombardo della Torre, ma fu distrutto dalle truppe francesi nel 1556 e ricostruito solo quattro secoli dopo, nel 1937, dal conte Vittorio Buratti, che fece allestire anche un parco attorno al castello, in cui è possibile tutt'ora trovare alberi rari od esotici.